Altan si racconta, 'oggi fare satira è più difficile'
60 anni di carriera, 'la politica rappresenta la società poi scappa dal mandato'
(di Fabio Iuliano) È arrivato a L'Aquila ieri pomeriggio e ha fatto un giro in centro, prima volta in città. "Non posso fare paragoni ma mi sembra molto ben ricostruito quello che ho visto". Parola di Francesco Tullio Altan, ospite d'onore dell'Accademia di Belle Arti, tra i più celebri fumettisti e autori satirici italiani, creatore di personaggi come La Pimpa e Cipputi. All'inaugurazione dell'anno accademico, sposta subito l'obiettivo dalla passeggiata alla difficoltà di disegnare le geometrie del presente. "La realtà è cambiata parecchio - ammette all'ANSA - però faccio più fatica adesso, sono tempi complicati". Nel quadro che descrive, la difficoltà non è legata alla mancanza di temi ma all'eccesso di rumore: "Bisogna cercare dei punti che sono sempre più nascosti in mezzo alla gran confusione generale". E, rispetto a venti o trent'anni fa, la sensazione è di una deriva. "Sono tempi molto confusi - osserva - le regole stanno andando fuori dal gioco, la rissa è continua, si ragiona poco, si pensa poco e si dialoga pochissimo". Soluzioni non ne offre. "Non ho ricette purtroppo - ammette - sono costretto a vedere quello che succede e a tentare di reagire, ma non sono tempi facili". Sul rapporto tra satira e potere, Altan chiarisce la sua prospettiva ma restringe il campo d'azione. "Questo è il mio mestiere - rivendica - e questo è quello che devo fare", ma dei "personaggi importanti" si occupa "solo quando lo diventano veramente, come in questo momento". "Sennò - aggiunge - preferisco occuparmi di chi mette questi personaggi nelle posizioni in cui si trovano", perché "io parlo, mi sento come uno dei cittadini". E, ricorda, "i cittadini votano, scelgono" e "purtroppo non scelgono sempre, secondo me, secondo i criteri giusti". Da qui una lettura netta del circuito elettori-rappresentanza: "La politica rappresenta la società, i cittadini - osserva - però c'è una tendenza a scappare dal mandato che ti dà l'elettore per fare un po' quello che si vuole". Al centro anche la cultura, chiamata a non diventare "mera scenografia". "La cultura è fondamentale ovviamente - sottolinea - questi tempi secondo me sono così confusi perché è stata messa in secondo piano proprio la cultura". Metterla "in primo piano", aggiunge, significa "pensare, dialogare, confrontare le idee e non azzannarsi l'uno con l'altro", in una fase in cui prevale "una sorta di noi e loro". "Questo è imperante - denuncia - ormai sono tifoserie e quindi non si parla, non si discute, non si analizza, quindi non si fa cultura". Infine, uno sguardo ai lavori per i più piccoli che lo hanno accompagnato sin da inizio carriera. "Ho cominciato 60 anni fa, un epoca diversa - sottolinea - un lavoro come il mio si evolve senza che uno si renda conto, sono cambiamenti che avvengono nel tempo, di cui ti accorgi dopo qualche anno". Talvolta c'è anche di mezzo il caso. Anche il personaggio della Pimpa "è nato per caso - ricorda - io giocavo con mia figlia, era piccolina". Non era qualcosa di "programmato", racconta, e "non avevo idea di realizzare un personaggio da pubblicare. Poi - conclude - questo è successo, ai bambini piace e sono 50 anni che la facciamo". Quanto al materiale per fare satira nel 2026, Altan chiude con una battuta: "Per fare satira ce ne sarebbe sì - scherza ma fino a un certo punto - anche troppo".
F.Herrmann--NRZ