El Salvador, entra in vigore l'ergastolo anche per i minorenni
Il governo di Nayib Bukele promuove la mano dura contro la delinquenza giovanile
È entrato in vigore oggi in El Salvador un controverso pacchetto di riforme penali promosso dal presidente Nayib Bukele che prevede l'ergastolo per i minorenni. Il testo introduce la condanna alla pena perpetua per i reati di omicidio - compreso il femminicidio - stupro e appartenenza a bande criminali, considerate gruppi terroristici, negando il diritto alla libertà condizionale o alla scarcerazione anticipata. Organizzazioni come la Commissione Interamericana per i Diritti Umani (Cidh) e Human Rights Watch (Hrw) denunciano tuttavia che tali misure sono incompatibili con gli standard costituzionali internazionali. Secondo la Cidh "l'imposizione dell'ergastolo a bambini e adolescenti è incompatibile con la giurisprudenza interamericana, in quanto sproporzionata rispetto all'obiettivo della riabilitazione". Sulla stessa linea l'ong Hrw afferma che la riforma penale "contraddice gli standard internazionali, poiché le pene per i minori dovrebbero essere sostanzialmente più brevi e offrire reali opportunità di riabilitazione". Il governo di Bukele è oggetto di numerose denunce per l'impatto delle dure politiche contro la criminalità introdotte fin dal 2022 insieme allo stato di eccezione costituzionale, misura in vigore ancora oggi grazie a 49 proroghe consecutive. Secondo dati ufficiali citati dalla Cidh più di 91.500 persone sono state arrestate dall'inizio dell'emergenza, mentre Ong per i diritti umani denunciano almeno 500 decessi nelle prigioni nello stesso periodo.
B.Fuchs--NRZ