La funzione renale è predittiva della salute generale futura
Presidente Società Italiana di Nefrologia,una conferma fondamentale per la pratica clinica
La funzione renale, che si può misurare con un semplice prelievo di sangue, è un ottimo indicatore dei rischi per la salute a lungo termine. Lo suggerisce la ricerca condotta presso l'Università di Leida, pubblicata su Jama e presentata a Glasgow, al congresso della European Renal Association. "Si tratta di uno studio fondamentale perché conferma l'importanza della funzione renale nel predire la prognosi generale di un individuo", osserva Luca De Nicola, presidente della Società Italiana di Nefrologia e ordinario di Nefrologia all'Università della Campania 'Luigi Vanvitelli'. La stima del filtrato glomerulare (eGFR), che si calcola misurando la creatinina nel sangue, è alla base della diagnosi di malattia renale cronica, problema sanitario globale in crescita che colpisce il 10-15% degli adulti e diverrà una delle 5 principali cause di perdita di anni di vita entro il 2040. In Italia colpisce almeno 4-5 milioni di persone, di cui circa il 77% con diagnosi tardiva, perché la malattia non dà sintomi se non quando il paziente ha già perso il 50% della funzione renale. La malattia si associa ad aumento dei tassi di mortalità, esiti renali avversi ed eventi cardiovascolari, per questo la stima del filtrato glomerulare può divenire una misura determinante e semplice da usare per prevedere i rischi di salute individuale. Per verificare il ruolo predittivo dell'analisi del sangue della funzione renale, gli esperti hanno eseguito misure dirette del filtrato, 'mGFR', ritenute più accurate delle stime. Durato quasi 6 anni, lo studio ha coinvolto 6174 partecipanti. È emerso che, rispetto a un mGFR iniziale di 90, un valore di filtrato glomerulare di 60 o inferiore si associa a tassi più elevati di mortalità per tutte le cause (27,6 decessi per 1000 persone l'anno contro 22,4 decessi per 1000), che corrisponde a un aumento del rischio di morte del 21%. Inoltre, con un filtrato glomerulare di 60, il rischio di insufficienza renale è quasi doppio (+85%). "Questi dati - sottolinea De Nicola - dovrebbero convincere medici di medicina generale, cardiologi internisti e diabetologi a stimare sempre la funzione renale nei loro pazienti. Infatti, anche la semplice stima del filtrato glomerulare (basata su un esame ampiamente disponibile in Italia) si è dimostrata capace di fornire informazioni fondamentali sulla prognosi individuale".
B.Lange--NRZ