Pinocchio di D'Alò per i 200 anni nascita di Collodi, 'opera stimolante e plasmabile'
Regista alla mostra del Nuovo Cinema di Pesaro. Prossimo progetto su Salgari
"La mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro è un festival che ho amato due anni fa per presentare il mio ultimo film e dove torno con piacere. Sono orgoglioso che sia stato scelto il mio Pinocchio per commemorare i 200 anni dalla nascita di Carlo Collodi". Così il maestro Enzo D'Alò, in arrivo a Pesaro per il festival del cinema dove questa sera alle 21,30 sarà proiettato, in piazza del Popolo, il suo Pinocchio. "Pesaro ha una sua parte nel mio Pinocchio perché Collodi era un giornalista di politica e di musica, con una passione per Gioachino Rossini e, giocando con Dalla, sul tema di Geppetto, abbiamo usato l'incipit della cenerentola rossiniana 'una volta c'era un re' all'interno del film", rivela D'Alò. Il maestro poi racconta come come Pinocchio sia "un libro che stimola a trasformarlo, è multiforme da vari punti di vista, si intraprendono tante strade per la sua narrazione e infatti ogni versione non ricalca mai quella precedente ma ne allarga i confini e lo trasforma in qualcos'altro", rendendolo quindi "molto adattabile e plasmabile nel rispetto sempre dell'opera dell'autore che ci lascia molta libertà di interpretazione" per cui "i Pinocchi passati sono uno stimolo per realizzarne uno nuovo Pinocchio. Tanti altri autori continueranno a cimentarsi nel raccontare questa opera e andrà avanti così. Sono curioso di vedere le future interpretazioni". D'Alò poi racconta la sua, concentrandosi sul rapporto tra Geppetto e Pinocchio: "Geppetto è uno di quei genitori che vogliono modellare un figlio e farlo crescere come vorrebbe loro ma i figli sono autonomi. Quindi il viaggio è doppio perché forma sia il padre che il figlio, entrambi fanno il loro percorso e crescono fino ad avvicinarsi. Questo scambio si esplicita nel mio Pinocchio nella pancia del mostro marino". Infine, sui progetti futuri, racconta del romanzo "Oceani di carta" che segna il ritorno di una collaborazione con Giacomo Scarpelli, con cui sta scrivendo la sceneggiatura di un film, tratto da un romanzo, che racconta gli ultimi momenti della vita di Salgari e che potrebbe segnare il debutto di D'Alò nel live action.
L.Winkler--NRZ