Conferenze e concerti a Parma nel centenario della nascita di Morton Feldman
Una delle personalità più originali e influenti della musica del Novecento
Un percorso tra musica, pittura e percezione nel centenario della nascita di Morton Feldman (1926-1987), una delle personalità più originali e influenti della musica del Novecento: la Fondazione Prometeo presenta 'Suono Pittura Tempo', progetto interdisciplinare che tra il 4 settembre e il 5 dicembre propone a Parma, tra la Casa della Musica e Ape Parma Museo, un percorso di approfondimento con quattro conferenze e quattro concerti, dedicati al pensiero e all'opera del compositore americano. L'evento intende offrire una chiave di lettura dell'universo creativo di Feldman, mostrando come la sua musica nasca dal dialogo con alcune delle esperienze artistiche più innovative del secondo Novecento. Per Feldman il suono non è solo un materiale compositivo, ma uno spazio da abitare; il tempo non è una misura, ma una dimensione percettiva; l'ascolto non è un atto passivo, ma un'esperienza di trasformazione. Le conferenze sono affidate ad Alfonso Alberti, Beatrice Fellegara e Francesca Pola, Francesca Zanella e Roberto Andreoni, i concerti saranno interpretati da protagonisti della scena musicale contemporanea: Irvine Arditti, Erik Bertsch, Michele Marelli ed Emanuele Torquati, insieme al trio dell'Ensemble Prometeo formato da Mario Caroli, Ciro Longobardi e Simone Beneventi, proporranno programmi che mettono in dialogo le opere di Feldman con autori come John Cage, Roger Reynolds, James Dillon, Brian Ferneyhough, Karlheinz Stockhausen, Elliott Carter, David Lang, Mario Bertoncini e Franz Schubert. Il progetto prende avvio dal rapporto tra Feldman e i protagonisti dell'Espressionismo Astratto americano - Jackson Pollock, Mark Rothko, Willem de Kooning e Philip Guston - artisti con i quali condivise un'intensa vicinanza intellettuale e umana. Un secondo percorso è dedicato al rapporto con John Cage, figura decisiva nella formazione del compositore. Particolare rilievo assume la conferenza dedicata alla Rothko Chapel di Houston, con una lettura inedita del rapporto tra Feldman e Mark Rothko attraverso documenti provenienti dagli archivi della cappella. Il percorso si conclude con una riflessione sull'ultimo Feldman, nel quale la durata diventa materia compositiva e il tempo si trasforma in ambiente percettivo.
B.Schmidt--NRZ